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IL GENITORE LASCIA L’EREDITA’ AD UN SOLO FIGLIO E NULLA AGLI ALTRI : SI PUO’ FARE’

E’ capitato in studio di analizzare un caso di donazione effettuata da un genitore in vita a favore di uno dei figli con l’effetto di pregiudicare le quote degli altri, questo è sicuramente un tema complesso e delicato, spesso al centro di controversie familiari.

Si deve partire dal fatto che le persone non possono liberamente destinare tutti i propri beni a proprio piacimento, poiché la legge tutela i parenti più stretti a cui riserva una parte di tali beni, indisponibile, che viene nominata quota di legittima.

Solo in casi particolarissimi (come per esempio l’indegnità:) Si tratta di colpe gravi commesse verso la persona del de cuius o verso il coniuge, il discendente o l’ascendente di questo, quali l’omicidio o il tentato omicidio, l’istigazione al suicidio, la calunnia o la falsa testimonianza per reati di una determinata gravità

Cosa si può fare dal punto di vista legale

Per valutare se sia possibile agire legalmente, è necessario analizzare attentamente diversi fattori, tra cui:

  • Esistenza di un testamento: Se esiste un testamento, è fondamentale analizzarne il contenuto per verificare se vi siano disposizioni che potrebbero ledere i suoi diritti.
  • Valore delle donazioni: È necessario accertare il valore dei beni donati al fratello, per valutare se tali donazioni eccedano la quota disponibile del genitore.
  • Tempo trascorso dalle donazioni: Il tempo trascorso dalla donazione può incidere sulla possibilità di agire in giudizio.
  • Condizioni di salute del genitore al momento della donazione: Se al momento della donazione il genitore era incapace di intendere e di volere, potrebbe essere possibile annullare l’atto.

Possibili azioni legali

A seconda della situazione specifica, potrebbero essere possibili le seguenti azioni legali:

  • Azione di riduzione: Se le donazioni eccedono la quota disponibile, lei e sua sorella potreste agire in giudizio per ridurre le donazioni e rientrare nella vostra quota di legittima.
  • Azione di nullità: Se al momento della donazione il genitore era incapace di intendere e di volere, o se vi sono stati raggiri o violenze, potrebbe essere possibile chiedere l’annullamento dell’atto.
  • Azione di simulazione: Se la donazione fosse solo apparente e celasse un’altra operazione (ad esempio, una vendita a un prezzo simbolico), potrebbe essere possibile dimostrarne la simulazione e farla dichiarare nulla.

Difficoltà e complessità

Le azioni legali in materia di successioni sono spesso lunghe e complesse, e il loro esito dipende da numerosi fattori. Inoltre, è importante considerare che le prove a sostegno delle proprie richieste devono essere solide e convincenti. Nel caso che ci ha occupati si sono azionate contemporaneamente sia l’azione di riduzione (delle svariate donazioni effettuate dal de cuius in vita)  e l’azione di simulazione per riuscire a dimostrare quella che secondo noi era una vendita fittizia di un bene immobile in realtà dissimulava una donazione, la prova della simulazione è stata raggiunta in base a documentazione e testimonianze che dimostravano che il presunto venditore in realtà voleva fare una donazione perché in realtà non ha mai goduto del corrispettivo della vendita lasciandolo in realtà nella disponibilità materiale del finto acquirente.

Cosa fare

In un caso del genere consiglio vivamente di:

  • Raccogliere tutta la documentazione disponibile: Testamenti, atti di donazione, certificati medici, etc., estratti conto bancari, verificare se vi sono testimoni informati sui fatti.
  • Consultare un avvocato specializzato in diritto successorio: per esempio noi!