Cani in spiaggia: tra divieti, diritti e buon senso. Facciamo chiarezza sulla normativa
L’estate è alle porte e, con essa, il desiderio di godersi il mare e la spiaggia. Per i milioni di italiani che condividono la vita con un amico a quattro zampe, sorge la domanda di ogni anno: “Posso portare il mio cane in spiaggia?”. La risposta, purtroppo, non è semplice e univoca, ma naviga in un mare di ordinanze comunali, sentenze dei TAR e, soprattutto, tanto buon senso.
Come studio legale, vogliamo fare chiarezza su questo argomento, fornendo una guida pratica per orientarsi tra i diritti dei proprietari di animali e le normative vigenti.
Il Quadro Normativo: Un Vuoto Nazionale Colmato a Livello Locale
Il primo punto fondamentale da capire è che non esiste una legge nazionale che vieti o autorizzi in modo generalizzato l’accesso degli animali alle spiagge. Questa assenza di una norma quadro crea una frammentazione normativa, demandando la regolamentazione a diversi enti:
- Regioni: Possono emanare leggi quadro in materia di turismo e tutela degli animali, che forniscono le linee guida generali.
- Comuni: Sono i veri protagonisti. Attraverso le ordinanze del Sindaco, i Comuni stabiliscono concretamente dove, come e quando gli animali possono accedere al litorale di loro competenza.
- Capitanerie di Porto: Emettono ordinanze per la sicurezza della navigazione e della balneazione, che possono includere disposizioni relative alla presenza di animali in acqua.
Il principio generale, più volte confermato dalla giurisprudenza amministrativa (i famosi TAR, Tribunali Amministrativi Regionali), è che il divieto di accesso deve essere l’eccezione, non la regola. Un’ordinanza che impone un divieto generalizzato e immotivato su tutto il litorale comunale è spesso considerata illegittima, perché sproporzionata. I divieti, per essere validi, devono essere fondati su reali esigenze di igiene pubblica o sicurezza, e devono essere limitati a specifiche aree, prevedendo alternative per i proprietari di animali (come le “Bau Beach”).
Spiagge Libere vs Stabilimenti Balneari: Dove Sta la Differenza?
La situazione cambia radicalmente a seconda che ci si trovi su una spiaggia libera o in uno stabilimento privato.
- Spiagge Libere
Qui, la regola è dettata dall’ordinanza comunale. Prima di recarsi in una spiaggia libera con il proprio cane, è indispensabile:
- Controllare la segnaletica: All’ingresso della spiaggia dovrebbero essere presenti cartelli che indicano esplicitamente il divieto o le regole di accesso.
- Consultare il sito del Comune: La soluzione più sicura è cercare l’ordinanza balneare per la stagione in corso sul sito web del Comune di interesse. In assenza di un divieto esplicito, l’accesso è da considerarsi consentito, nel rispetto delle norme generali di comportamento.
- Stabilimenti Balneari (Lidi)
Gli stabilimenti balneari sono aree in concessione a privati. Il gestore, nell’esercizio della sua attività imprenditoriale, ha il diritto di decidere se accettare o meno gli animali.
- Pet-Friendly: Se uno stabilimento si dichiara “pet-friendly”, deve rispettare le normative regionali e comunali, che solitamente impongono di avere un’area dedicata, dotata di ciotole con acqua fresca, zone d’ombra e un sistema per la raccolta delle deiezioni.
- Divieto di accesso: Se il gestore decide di non ammettere animali, ha il pieno diritto di farlo e deve segnalarlo chiaramente all’ingresso. Non si tratta di una discriminazione, ma di una scelta commerciale.
Le Regole d’Oro del Proprietario Responsabile
Che siate in una spiaggia libera autorizzata o in una “Bau Beach”, la permanenza è sempre subordinata al rispetto di regole di comportamento che tutelano la quiete e la salute pubblica. Il proprietario è sempre civilmente e penalmente responsabile del proprio animale (art. 2052 c.c.). Ecco le regole fondamentali:
- Guinzaglio: Il cane deve essere sempre tenuto al guinzaglio, di lunghezza non superiore a 1,5 metri.
- Museruola: È obbligatorio avere con sé una museruola (rigida o morbida) da applicare al cane in caso di necessità o su richiesta delle Autorità.
- Deiezioni: Raccogliere immediatamente le deiezioni è un obbligo di legge e di civiltà. Munitevi degli appositi sacchetti.
- Libretto Sanitario: Portate con voi il libretto sanitario del cane, che attesti l’iscrizione all’anagrafe canina e le vaccinazioni in regola.
- Rispetto degli Altri: Il cane non deve arrecare disturbo agli altri bagnanti. Assicuratevi che non abbai eccessivamente, non invada gli spazi altrui e non si avvicini a bambini o persone che potrebbero averne paura.
- Bagno in Mare: L’accesso all’acqua può essere regolamentato. Spesso è consentito solo in determinate fasce orarie (es. mattina presto o sera tardi) o in specchi d’acqua dedicati. Verificate sempre l’ordinanza locale.
Sanzioni: Cosa si Rischia?
La violazione delle ordinanze comporta l’applicazione di sanzioni amministrative pecuniarie, il cui importo varia da Comune a Comune ma si attesta solitamente tra i 100 e i 1.000 Euro. Le multe possono essere elevate dalla Polizia Locale, dalla Capitaneria di Porto o da altre forze dell’ordine.
Se ritenete che la multa sia ingiusta o che l’ordinanza che la prevede sia illegittima (ad esempio, per assenza di adeguata segnaletica), è possibile presentare ricorso al Prefetto o al Giudice di Pace.
In Conclusione: Informarsi è il Primo Passo
Portare il proprio cane in spiaggia è un’esperienza meravigliosa, ma richiede preparazione e responsabilità. Il nostro consiglio è semplice:
Prima di partire, consultate sempre il sito del Comune di destinazione e verificate l’ordinanza balneare in vigore.
Solo un’informazione corretta e un comportamento rispettoso possono garantire una convivenza serena e pacifica sul bagnasciuga, permettendo a tutti – a due e a quattro zampe – di godersi la meritata vacanza.


