Sinistri stradali: la gestione del concorso di colpa tra manovre azzardate
Molti automobilisti e motociclisti sono convinti che, in un sinistro stradale, la ragione sia sempre “intera”. Purtroppo, la realtà dei fatti e la prassi assicurativa ci raccontano una storia diversa: il concorso di colpa è, spesso, lo standard.
La sfida del concorso di colpa
Cosa succede quando entrambi i conducenti commettono un’infrazione? Il Codice della Strada è severo e le compagnie assicurative ancora di più. È prassi consolidata, infatti, che in presenza di manovre non regolari da entrambe le parti, le assicurazioni tendano a chiudere le posizioni con un concorso di colpa al 50%.
È una situazione che abbiamo affrontato recentemente: un motociclista che stava superando una colonna di veicoli e un’automobilista che si immetteva da una strada secondaria, “a vista”, fidandosi del cenno di cortesia di un terzo veicolo. Entrambi avevano violato le regole: il motociclista effettuando un sorpasso in prossimità di un’intersezione, l’automobilista omettendo di dare la precedenza.
La vittoria tecnica: non è un “pareggio”
Accettare il 50% di responsabilità è spesso la scelta più semplice per l’assicurazione, ma non è sempre la scelta più corretta dal punto di vista giuridico.
In questo caso, il nostro Studio ha lavorato su una gerarchia delle responsabilità. Non abbiamo negato l’infrazione del nostro assistito, ma abbiamo dimostrato che la condotta della controparte — che si è immessa su una strada provinciale senza aver prima verificato le condizioni di sicurezza, basandosi esclusivamente su un gesto di cortesia altrui — ha rappresentato la causa efficiente e predominante del sinistro.
La manovra del motociclista, seppur formalmente sanzionabile, è stata condotta a velocità moderata. L’imprudenza della controparte, al contrario, ha trasformato l’immissione in un evento inevitabile per chi procedeva sulla strada principale. Questo lavoro di analisi e di confronto tecnico ci ha permesso di ottenere un risarcimento basato su una ripartizione 60/40 a nostro favore, superando l’offerta standard del 50%.
La lezione: la consapevolezza del rischio
Questo caso ci insegna che, in caso di sinistro, non conta solo “chi ha fatto cosa”, ma il peso specifico di ogni singola condotta. Ogni infrazione al Codice della Strada, anche la più piccola, viene messa sulla bilancia dalle assicurazioni.
La gestione professionale di un sinistro non è (solo) far valere le proprie ragioni a prescindere, ma costruire una tesi difensiva che sappia argomentare perché l’altrui violazione sia stata più grave della propria, riducendo al minimo l’impatto del concorso di colpa sul risarcimento finale.
Affidarsi a un esperto non serve a negare le proprie responsabilità, ma a garantire che la valutazione del danno sia equa e non arbitraria.




