Ordinanza 18506/2024: una svolta per l’assegno di divorzio
L’ordinanza n. 18506 del 2024 della Corte di Cassazione rappresenta un importante punto di svolta nel panorama del diritto di famiglia italiano, in particolare per quanto riguarda la determinazione dell’assegno di divorzio.
Cosa dice l’ordinanza?
In sostanza, la Corte ha ribadito e rafforzato il principio secondo cui l’assegno divorzile ha una natura non solo assistenziale, ma anche compensativa e perequativa. Ciò significa che, nel determinare l’importo dell’assegno, il giudice deve tenere conto non solo delle esigenze economiche dell’ex coniuge più debole, ma anche del contributo che ciascuno dei due coniugi ha dato alla formazione del patrimonio familiare e al benessere della famiglia durante il matrimonio.
In particolare, l’ordinanza sottolinea l’importanza di:
- Rinunce professionali: Se un coniuge ha rinunciato a proprie prospettive professionali per dedicarsi alla famiglia, questo sacrificio deve essere valorizzato ai fini della determinazione dell’assegno.
- Lavoro domestico e di cura: Il lavoro di cura e di assistenza alla famiglia, spesso svolto prevalentemente da uno dei due coniugi, deve essere considerato alla stregua di un contributo economico indiretto e, pertanto, deve essere valutato ai fini dell’assegno.
- Scelte comuni: Se lo squilibrio economico tra i coniugi è riconducibile a scelte di vita condivise, come la decisione di un coniuge di dedicarsi alla famiglia, questo elemento deve essere considerato dal giudice.
Perché questa ordinanza è importante?
Questa ordinanza rappresenta un passo avanti verso una maggiore equità nell’ambito delle separazioni e dei divorzi. Riconosce il valore del lavoro domestico e di cura, spesso svolto prevalentemente dalle donne, e valorizza le rinunce professionali fatte in nome della famiglia. In questo modo, si cerca di evitare che un coniuge si trovi in una situazione di svantaggio economico eccessivo a seguito dello scioglimento del matrimonio.
Quali sono le implicazioni pratiche?
L’ordinanza avrà importanti ripercussioni sulla pratica giudiziaria. I giudici, nel determinare l’importo dell’assegno divorzile, dovranno effettuare una valutazione più complessa e articolata, tenendo conto di una serie di fattori, tra cui:
- Le condizioni economiche dei coniugi;
- Il contributo fornito da ciascuno dei coniugi alla famiglia;
- Le rinunce professionali;
- Il lavoro domestico e di cura;
- Le scelte di vita condivise.




